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LUCA GIORDANO 1634 – 1705

 

La mostra, che si è aperta a Napoli ai primi di marzo, si inserisce in un vasto programma di iniziative sulla civiltà partenopea promosso già da tempo dal soprintendente Nicola Spinosa, e costituisce la prima grande occasione per apprezzare le opere di un artista fino ad ora non molto conosciuto al grande pubblico.

Il percorso artistico di Luca Giordano, protagonista della cultura napoletana del ‘600, viene illustrato nelle due splendide cornici di Castel Sant’Elmo e Capodimonte attraverso l’esposizione di 120 tra quadri e disegni (le opere inedite sono ben cinquanta) provenienti da musei italiani, ma anche da collezioni spagnole, inglesi, austriache e ungheresi. Mentre a Sant’Elmo si articola la rassegna monografica vera e propria, a Capodimonte viene presentata una selezione delle opere dell’artista all’interno di un itinerario nella pittura barocca napoletana.

Ammirando i quadri e i disegni in mostra i visitatori avranno la possibilità di scoprire il genio di un pittore ingiustamente considerato nel passato un "fenomeno da baraccone" per le sue doti di imitazione e trasformismo, alle quali si accompagna una straordinaria velocità nell’esecuzione pittorica. E’ vero che Giordano parte dall’imitazione di artisti precedenti, ma lavorando su di essa con un’immaginazione inesauribile arriva a trasformare, rielaborare, interpretare, fino a creare uno stile del tutto nuovo, che verrà poi ribattezzato "barocco mediterraneo". Egli dipinge cambiando di continuo stile e soggetti. Passa dagli argomenti mitologici a quelli storici, a quelli epici e cavallereschi. Assorbe e rielabora i grandi del passato confrontandosi di volta in volta con tipi diversi di "maniere". Così facendo subisce l’influenza del crudo realismo di Ribera, del vitalismo di Rubens, ma si lascia anche attrarre dagli splendidi colori Tiziano, dall’esuberanza immaginifica di Pietro da Cortona e dalla spettacolarità delle grandi e ariose composizioni del Veronese. Tutti influssi questi che servono al pittore come molla per trasfigurare fantasiosamente la realtà in un sogno colorato.

 

Luca Giordano (Napoli, 1634-1705). Da ragazzo Giordano studia e apprende la tecnica pittorica nella bottega di Jusepe de Ribera. Nel 1652 parte per il primo dei suoi numerosi viaggi. Dopo una sosta a Roma, prosegue per Firenze e Venezia avendo così modo di formarsi una cultura ricca e aggiornata. Il contatto con la pittura veneta lo induce ad abbandonare l’iniziale chiaroscuro di matrice caravaggesca appreso dal Ribera per dedicarsi ad una produzione luminosa e dinamica. Tornato a Napoli sperimenta questo suo nuovo modo di dipingere nelle numerose chiese dove viene chiamato a lavorare. Il successo della sua arte pittorica appare evidente dal suo secondo viaggio che lo porta a Firenze e Venezia, dove Giordano diventa per molti altri artisti il maestro da ammirare e imitare. In età matura egli alterna periodi di lavoro a Napoli, con soggiorni in altre città. Nel 1682 a Firenze esegue la galleria affrescata di Palazzo Medici-Riccardi, uno dei suoi capolavori. Risulta ormai chiara la rottura con gli schemi della pittura classica: le figure libere sullo sfondo del cielo che Luca dipinge sembrano preannunciare i caratteri tipici dell’arte settecentesca. Diventato famoso in tutta Europa, nel 1692 si trasferisce a Madrid dove lavora per circa un decennio affrescando i soffitti dell’Escorial ed eseguendo uno straordinario "Omaggio a Velazquez" (presente nella mostra napoletana). Alle soglie dei settant’anni torna a Napoli, dove nel 1704 dipinge il "trionfo di Giuditta" nella cappella del Tesoro della certosa di San Martino, ultimo suo capolavoro.

 

ANTONIO

 

Luca Giordano – Trionfo di Giuditta (1704)

Affresco. Napoli, Certosa di san Martino, cappella del Tesoro

 

 

PAPA ALESSSANDRO VII

 

Siena apre le porte a una grande mostra dedicata al papa senese Alessandro VII, ovvero Fabio Chigi (1599-1667). La mostra accoglie documenti, dipinti, sculture, disegni architettonici, opere di oreficeria, stampe e libri che provengono da diversi musei italiani e stranieri. Il Palazzo Pubblico ospita la sezione documentaria che racconta l’attività religiosa, politica e culturale di Alessandro VII, mentre nel Palazzo Chigi- Zondadari si narra attraverso le opere esposte la vita privata del papa. Inoltre, la guida alla mostra vi condurrà in un itinerario artsitico fino alla Cappella Chigi del Duomo. Un’occasione unica per conoscere un personaggio dotato di una cultura vastissima e protagonista della storia italiana del Seicento.

FIORA

 

 

LA NASCITA DELL’IMPRESSIONISMO

 

L’ambientazione è quella di un antico palazzo nel centro storico di una cittadina di provincia non lontana da Venezia. L’evento è di portata internazionale e di quelli che gli amanti dell’arte attendono sempre con trepidazione ed entusiasmo. A partire dal 9 settembre 2000 Treviso infatti ospita, negli splendidi spazi espositivi della Casa dei Carraresi, la mostra dal titolo "La nascita dell’Impressionismo", che conclude un viaggio ideale nella pittura dell’800 iniziato con le due precedenti esposizioni allestite nella stessa sede "Da Van Gogh a Bacon" e "Da Cézanne a Mondrian".

La mostra ripercorre l’opera dei pittori impressionisti dal 1830 al 1874, durante quello che viene considerato il periodo di "preparazione" fondamentale per il successo di una corrente pittorica che ha rivoluzionato il mondo dell’arte sul finire del XIX secolo.

Alla Casa dei Carraresi sono esposti 160 dipinti provenienti da 80 musei e collezioni private di tutto il mondo. La sezione centrale della mostra ospita opere del primo periodo di pittori come Manet, Monet, Sisley, Pisarro, Cézanne, Degas, Guillaumin e Berthe Morisot. Ad essa sono poi affiancate due sezioni collaterali. La prima vi offrirà la possibilità di apprezzare il carattere innovativo della pittura impressionista attraverso il confronto tra essa ed alcune opere di artisti appartenenti alla corrente pittorica tradizionale dei Salon. Nella seconda invece sono esposti alcuni quadri di pittori come Corot, Courbet e Doubigny, dai quali gli impressionisti avevano preso ispirazione.

Come continuazione della mostra "La nascita dell’Impressionismo" è stata allestita a Conegliano, piccola ma bellissima città a soli 20 minuti da Treviso, un’altra esposizione dal titolo "Da Courbet a Manet. La Scuola di Barbizon e l’Impressionismo. L’opera su carta". Visitando questa mostra potrete avere una visione completa di come la pittura impressionista si è sviluppata al suo nascere ammirando opere su carta (pastelli, acquarelli e disegni) che di solito non sono accessibili al grande pubblico.

Insomma, ne vale proprio la pena. Se siete a Venezia o nei dintorni non perdete l’occasione di andare a visitare queste due mostre! Treviso e Conegliano sono facilmente raggiungibili dalla città lagunare sia in treno ( siete a Treviso in 15 minuti e a Conegliano in 30) sia in macchina. E se poi dopo esservi "immersi" nell’Impressionismo avete ancora un po’ di tempo libero perché non fare quattro passi alla scoperta di due città piccole ma ricche di storia e tradizioni?

 

ANTONIO