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Basilicata |
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DIARIO DI UN VIAGGIO:
LA BASILICATA Anche se non amo programmare un viaggio nei dettagli, bensì andare ‘alla ventura’, alla scoperta di nuovi luoghi e nuovi volti, cerco sempre qualche informazione sui posti che ho intenzione di visitare. Tuttavia, regolarmente, quello che imparo da un viaggio e quello che vedo sono sempre diversi dalle informazioni trovate, almeno in parte. Mettete la Basilicata, per esempio: ho cercato e trovato opuscoli e depliant sulle mete più “importanti” (siti archeologici, città di interesse storico, spiagge) e poi ho visto tutt’altro o quasi. Allora, da turista “quasi per caso”, quale mi sento, vorrei raccontarvi quello che della Basilicata mi ha colpito e che forse non si trova sugli opuscoli e sulle guide turistiche. Che fosse una regione bellissima, me l’avevano detto, ma non immaginavo che offrisse una così vasta pluralità di paesaggi, potrei chiamarla la regione dai mille volti: i boschi folti e verdi, le colline aride color oro, i campi di terra rossa e scura e i campi arsi dal sole e dagli incendi, le città bianche, i paesi arroccati, le città nuove, i resti di civiltà antiche, le spiagge di sabbia morbida e lucente, la costa a picco sul mare, l’acqua limpida dei fiumi (la regione ne è ricchissima) e quella verde e azzurra del mare… volete che continui? Sono arrivata la prima sera a Potenza che già era buio ed aveva appena smesso di piovere; senza casa e senza cibo, io turista ne cercavo disperatamente un surrogato. Chiedo informazioni a un passante, il quale, dopo un improvviso e presto risolto vuoto di memoria, comincia a fare un elenco degli alberghi e agriturismi della zona, addirittura telefona lui a un suo vecchio compagno di scuola per prenotarci una stanza e raccomandandoci come fossero due suoi vecchi amici… tra un po’ ci invitava pure a cena a casa sua! Questo mi piace della gente del Sud (non vorrei generalizzare, ma le esperienze avute me lo confermano): che ti darebbe il cuore. Sono così gentili e ospitali, ma soprattutto lo fanno con una naturalezza ancestrale che in altre parti d’Italia si è persa completamente. Ho incontrato altra gente così: una signora, fra i vicoli del centro storico della cittadina di Senise, ci si è rivolta con un: “ma chi sono questi bei ragazzi?” con un fare quasi materno: aveva paura che ci perdessimo e non trovassimo più il vicolo giusto per uscire da quell’intrico di strade, ma non eravamo mica a New York! (Per inciso, a Senise sono famosi e buonissimi i peperoni!!!) Secondo me, la stessa signora, in altre parti d’Italia, sarebbe stata considerata un po’ “toccatella”, o quantomeno un tipo singolare. Un’altra cosa che mi ha colpito molto di alcune località (quelle che ho visitato) della Basilicata è la gran quantità di bar, ma non sono riuscita a farmene una ragione: sicuramente sono luoghi di ritrovo per (uomini) giovani e meno giovani, ma perché così tanti? Boh! Forse hanno tutti tanta sete, con il caldo che fa! E poi sono andata, ovviamente, da brava turista, a vedere i Sassi di Matera e la città vecchia, che è stupenda; ma la cosa che più ricordo è la luce: la luce del sole, che batte, si specchia e si riflette sulle case bianche, sulle strade, sui tetti piatti, è una luce intensa, accecante, che non ti puoi togliere dagli occhi. È la luce del Sud ed è magnifica. Per quello che riguarda le tradizioni culinarie, la cucina lucana è ricca, squisita e anche economica, che volete di più? Con così tanti ambienti naturali, si spazia dal pesce ai funghi, alla carne di agnello, alla pasta tipica rigorosamente fatta a mano, all’abbondanza di verdura e frutta (soprattutto in estate). Insomma, forse non sarà la Basilicata che vi aspettavate, ma vi piacerà sicuramente se vorrete passarci le vostre prossime vacanze (io ve lo consiglio). Il bello di un viaggio è scoprire quello che i libri e le guide turistiche non possono dire; questo è stato il mio viaggio, forse il vostro sarà diverso, chissà che non scopriate qualche altro aspetto di una regione ancora così misteriosa e vergine al turismo? FIORA |