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LA DIVINA COMMEDIA
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Il titolo originale che Dante dà alla sua opera è Comedía, cioè un genere letterario che, da un inizio problematico, si conclude con un lieto fine, e che è scritto con un linguaggio basso e popolare (Dante usa infatti la lingua volgare, ma il suo stile non è certo basso!). La Divina (così la definì Giovanni Boccaccio) Commedia racconta il viaggio immaginario di Dante attraverso i tre regni dell’aldilà (il mondo oltre la vita terrena): Inferno, Purgatorio e Paradiso. Il viaggio comincia in un giorno preciso: l’8 aprile 1300, il Venerdì Santo (venerdì prima della Pasqua), e dura circa una settimana. Il poeta si perde in una "selva oscura" (= bosco buio) e in suo aiuto viene il poeta latino Virgilio, mandato da Beatrice per salvare Dante. Virgilio, che rappresenta la ragione umana, accompagna il poeta nell’Inferno e nel Purgatorio, ma lì deve fermarsi perché, essendo vissuto prima di Cristo, non ha ricevuto il battesimo e non può salire in Paradiso. Ecco allora Beatrice, simbolo della fede e della grazia divina, che guida Dante in cielo, quasi fino a Dio. Durante questo viaggio-visione, il poeta incontra numerosi personaggi antichi e moderni, che sono descritti in modo molto realistico e sono condannati o beatificati secondo le loro colpe o i loro meriti. Ovviamente il viaggio di Dante nell’oltretomba vuole avere un significato più profondo, un significato allegorico. Secondo il poeta, infatti, la sua è un’epoca di corruzione e di perdita dei più sacri valori civili e religiosi: il suo cammino rappresenta quindi un viaggio di purificazione e di fede, un viaggio che Dante fa simbolicamente da solo, ma che riguarda l’umanità intera e la sua salvazione. FIORA
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