La donna è mobile
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LA DONNA E’ MOBILE

(Atto terzo – Scena seconda)

 

La scena si svolge in una locanda semi diroccata alla periferia della città, dove Sparafucile, usando come esca la sorella Maddalena, ha attirato il Duca con lo scopo di ucciderlo su commissione di Rigoletto. Il Duca entra in una stanza al piano terra e ordina un bicchiere di vino. Mentre aspetta, canta la sua teoria sull’incostanza delle donne.

Libretto

La donna è mobile

Qual piuma al vento,

Muta d’accento

E di pensiero.

Sempre un amabile

Leggiadro viso,

In pianto o in riso,

E’ mensognero.

E’ sempre misero

Chi a lei s’affida,

Chi le confida,

Mal cauto il core!

Pur mai non sentesi

Felice appieno

Chi su quel seno,

non liba amore!

Versione

Le donne sono volubili

Come piume al vento,

Cambiano di continuo

Idea e atteggiamento.

Piangano o ridano

Il loro bel volto

Non è mai sincero.

E’ un infelice

Chi ha fiducia in loro

E, incauto, offre

Aperto il suo cuore!

Eppure non ci sentiamo

Mai del tutto felici

Se non gustiamo le gioie

Dell’amore

Sul loro seno!

 

Riflessioni linguistiche

Mobile: letteralmente significa "che si può spostare da un luogo ad un altro". In senso figurato, come in questo caso, ha il valore di "incostante, volubile, mutevole", riferito a persona che cambia facilmente umore e atteggiamento.

Muta: cambia. Presente indicativo del verbo mutare. Dalla forma latina, uguale a quella italiana, deriva la parola "mutande", un gerundio che significa letteralmente "ciò che deve essere cambiato". Il termine indica in Italiano quel capo di biancheria intima che si indossa sotto i vestiti per motivi igienici (e che dovrebbe essere cambiato spesso). Per gli uomini si usa la parola mutande (o slip), mentre per le donne viene usato il diminutivo mutandine, di solito abbinate ad un reggiseno.

Mensognero: menzognero. E’ tale la persona che dice una menzogna. La parola menzogna ha un valore ben più forte e duro di quello di bugia.

Chi: pronome relativo indefinito che non specifica la persona a cui si riferisce. Sostituisce "coloro", "quelli che", "le persone che", "la persona che" (ad esempio: "chi vuole può uscire = quelli che vogliono possono uscire"). "Chi" è sempre seguito dal verbo alla terza persona singolare, anche se si riferisce a più persone.

Mal cauto: imprudente, sconsiderato.

Liba: presente indicativo del verbo libare. Questo verbo è letterario, non si usa nella lingua parlata. Significa "gustare", "sorseggiare" un vino o un liquore. Qui viene usato in senso metaforico. C’è un’altra celebre aria verdiana dove compare questo verbo; ricordate quale?

 

Commento per gli esperti

Le diverse unità melodiche (aria, quartetto, terzetto e duetto finale), che strutturano l’ultimo atto, sono concepite da Verdi in modo tale da non trascurarne la compattezza, il senso dell’evolversi drammatico delle situazioni e la limpidezza della struttura musicale. La celebre aria "La donna è mobile" è un vero colpo di genio nell’economia dell’opera: anche se plebea e musicalmente orecchiabile, essa è, infatti, proprio il tipo di melodia che il Duca deve cantare in quel momento e costituisce una perfetta caratterizzazione del personaggio dal punto di vista teatrale. La ripresa del motivo da parte del tenore quando Rigoletto sta per gettare nel fiume in sacco è un altro momento di intensa teatralità, dove la cinica indifferenza del motivo sottolinea la tragedia di un padre che scopre nel sacco il corpo della figlia morente. Quest’aria, come del resto il quartetto "Bella figlia dell’amore", dove il Duca, Gilda, Maddalena e Rigoletto, esternano i loro singoli sentimenti, fanno ben capire come quello di Verdi sia veramente "teatro in musica", e si differenzi da molte opere italiane anteriori, ridotte spesso a un concerto in costume.

 

ANTONIO