Gli etruschi
Precedente ] Home ] Su ] Successiva ]
 

  

GLI ETRUSCHI: IL POPOLO DEI MISTERI

 

  
Sarcofago, circa 520 a. C.; Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia

 

Chi erano gli Etruschi?

Gli Etruschi abitavano la regione che da essi ha preso il nome, l’Etruria, compresa tra i fiumi Arno a Nord e Tevere a Est e a Sud, in quella zona che oggi è formata dalla Toscana (il cui nome deriva da Tuscia, come i Latini chiamavano l’Etruria), dall’Umbria occidentale e dal Lazio settentrionale. Nel periodo della loro massima espansione (VII-VI secolo a. C.) estesero il loro dominio a Sud, fino alla Campania, e a Nord al di là dell’Appennino, dove sono etrusche le città di Misa (Marzabotto), Felsina (Bologna), Spina e Adria.

Successivamente, dopo aver perso l’influenza su Roma con la cacciata dell’ultimo re etrusco Tarquinio il Superbo (fine del VI secolo a. C.), sconfitti dai Greci nella battaglia di Cuma (474-473 a. C.), l’importanza degli Etruschi nella Penisola diminuì; fino a quando, con la caduta di Veio nel 396 a. C. e la sconfitta subita dai Romani nella battaglia di Sentino (295 a. C.), anch’essi dovettero gradualmente piegarsi alla potenza di Roma, in continua espansione, confondendosi e unificandosi con gli altri popoli italici.

 


  I territori dominati dagli Etruschi

 

Da dove venivano gli Etruschi?

Questa è una domanda che ha fatto discutere gli storici fin dall’antichità e che ancora oggi non ha trovato una risposta definitiva. Secondo il curatore della mostra di Palazzo Grassi, Mario Torelli, gli antenati degli Etruschi sarebbero i Tirreni, un popolo che si sviluppò nella parte nord-orientale del Mare Egeo, dai quali essi si divisero per giungere nella nostra penisola già nella parte finale dell’Età del Bronzo, ma forse anche prima. Come conferma di questa ipotesi il fatto che sia i Tirreni che gli Etruschi possedevano una straordinaria capacità nella lavorazione dei metalli, il rame, l’argento ma soprattutto il ferro; sarebbe stata proprio la necessità di andare alla ricerca di nuove fonti del prezioso metallo a spingere questi ultimi a separarsi dai loro consanguinei e ad arrivare fino in Etruria, il cui territorio, non a caso, è ricchissimo proprio di ferro. Molti studiosi non sono d’accordo con questa ipotesi e sostengono un origine tutta italiana degli Etruschi. Il problema non troverà probabilmente mai una risposta definitiva. Ma tutto sommato, sempre secondo Torelli, non è tanto importante capire l’origine degli Etruschi, quanto piuttosto cercare di spiegare come un popolo in origine posto in una condizione di inferiorità rispetto agli altri popoli italici, sia riuscito con il passare del tempo ad imporre il proprio primato politico, sociale ed economico su gran parte della penisola. 

 

Che tipo di società avevano?

Nel periodo di formazione della civiltà etrusca due furono gli elementi più importanti della struttura sociale: la famiglia e la nascita della proprietà privata.  La fine dell’Età del Bronzo vide la formazione della famiglia nucleare e dei primi insediamenti permanenti, che si sostituirono ai ripari nelle grotte, e, a partire dal IX secolo a. C., la divisione degli spazi agricoli, che venivano spesso delimitati per mezzo dei cipressi, elemento tuttora caratteristico del paesaggio toscano. Ad un carattere egualitario della società arcaica si sostituì, a partire dal VIII secolo a. C., una progressiva differenziazione sociale, fondata su diversi livelli di ricchezza, dalla quale nacque e si sviluppò successivamente una classe aristocratica dirigente.

Durante il periodo di massimo splendore della civiltà etrusca il vertice della struttura sociale presentava, infatti, i caratteri di una vera e propria oligarchia. Se dal punto di vista politico non si arrivò mai alla costituzione di uno stato unitario, le molte città-stato che si formarono a partire dal V secolo a. C. erano dominate da un piccolo numero di famiglie aristocratiche che esercitavano un potere assoluto e tenevano in una condizione semi-servile il resto della popolazione, formata da contadini, pastori, artigiani e così via. Il potere dell’aristocrazia era fondato principalmente su due elementi: una fiorente agricoltura e la metallurgia. Proprio il monopolio del ferro, ma anche l’estrazione di altri metalli, come il bronzo, il rame, il piombo e l’argento, costituirono probabilmente un importante fattore, grazie al quale i principi etruschi riuscirono ad imporre il loro dominio politico ed economico su tutta la penisola. Accanto a queste due attività importante fu anche lo sviluppo di un fiorente commercio diretto in particolare verso Oriente, che non di rado assunse i caratteri di una vera e propria razzia: gli Etruschi, infatti, seppero essere anche abili e temibili pirati.

Ma quali erano gli strumenti che i principi usavano per mostrare e legittimare il  potere di cui disponevano? Essi amavano innanzitutto ostentare la loro ricchezza, soprattutto con feste e banchetti in occasione di matrimoni o funerali, e lo facevano in modo che venisse loro assicurato un certo consenso sociale (questa caratteristica ci viene testimoniata oggi dalle pitture e  dai corredi funerari ritrovati nelle numerose tombe sparse sul territorio della Toscana meridionale e dell’alto Lazio). Accanto all’ostentazione di un’opulenza fino ad allora sconosciuta alle altre popolazioni italiche, molto importante era anche il culto degli antenati, testimonianza di continuità della stirpe: dimostrare di avere alle spalle un’antica dinastia era, infatti, un ottimo mezzo di legittimazione del potere per il presente e per il futuro. Terzo, ma non meno importante elemento, era costituito dalla religione: il prestigio dei principi etruschi era legato ad un’investitura che proveniva direttamente dagli dei: essi esprimevano il loro consenso o meno all’autorità attraverso il volo degli uccelli, che veniva interpretato dagli àuguri con la cerimonia dell’auspicio. Accanto a questa forma di divinazione se ne aggiunsero nel tempo altre, come l’interpretazione dei fulmini e dei tuoni e i vaticini basati sul fegato di animali appositamente sacrificati.

La società etrusca nel periodo del suo massimo splendore era, dunque, fortemente gerarchizzata; il potere, nelle mani di pochi, veniva esercitato in modo arbitrario e ottuso e coloro che dipendevano dal "signore" erano legati ad esso da pochi diritti e da molti obblighi. Essa era, però, anche una società caratterizzata da un  notevole dinamismo culturale ed economico, nonché da una propensione all'espansione verso l'esterno, senza paragoni tra le altre popolazioni italiche. L'influenza esercitata dall'ellenismo proveniente da Oriente, che modificò in maniera sostanziale molti aspetti del modo di vivere degli Etruschi, non fece che accentuare queste caratteristiche. Fu, invece, l'incontro/scontro con Roma a rivelarsi fatale per la civiltà etrusca bloccandone l'ascesa  e  causandone il progressivo declino.

 

ANTONIO