LA VIA FRANCIGENA
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Scendendo dal Passo della Cisa e attraversando i multiformi paesaggi del territorio toscano, possiamo ripercorrere la strada che tanti pellegrini, soldati e mercanti hanno seguito nel corso dei secoli: è la Via Francigena, cioè la via "che va in Francia". Per primo (990 circa), il vescovo Sigerico di Canterbury descrive nel suo diario questa strada, che egli percorse a piedi per andare a Roma in pellegrinaggio (il viaggio da Canterbury a Roma durò circa 80 giorni!). Fra il VII e il XIII secolo, essa rappresenta la più importante via di comunicazione fra la Francia e il Nord Italia, da una parte, e Roma, dall’altra. Sotto il dominio longobardo la Via Francigena acquista un’importanza fondamentale come collegamento fra i territori di Pavia e della Toscana, ma i Longobardi non fanno altro che tracciare un percorso utilizzando le preesistenti vie romane e dotarlo di punti di assistenza, di soste, di abbazie e monasteri. Nel Medioevo, questa via diventa anche e soprattutto il cammino dei pellegrini che vanno a Roma (e da qui a Gerusalemme) o, al contrario, da Roma salgono verso nord per recarsi a Santiago de Compostela. Un particolare rituale accompagna coloro che desiderano cominciare il lungo cammino verso le capitali della cristianità: indossano una lunga veste, portano con sé un bastone e una borsa di cuoio per il cibo e i soldi; prima di partire, devono fare testamento e indicare la durata del viaggio (non si sa mai!), ricevono inoltre una benedizione dal proprio sacerdote. È molto pericoloso viaggiare per le strade medievali! Ancora oggi è possibile ripercorrere l’antica Via Francigena (anche se in alcuni punti si discosta dal tracciato originale) ed è possibile vedere le stesse montagne, gli stessi fiumi e le stesse abbazie che hanno accompagnato e accolto gli uomini di 1000 anni fa. FIORA |