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Il Pranzo è servito |
A TAVOLA IN ITALIA La
tradizione gastronomica italiana è ormai famosa in tutto il mondo, eppure ad
essa manca una matrice nazionale che la renda omogenea. Infatti si compone di
tante cucine regionali, con caratteristiche molto differenti fra loro, anzi
possiamo dire che la nostra cucina non è solo regionale ma addirittura
individualistica, infatti le varie ricette possono essere differenti non solo da
città a città, ma anche nell’ambito della stessa provincia, da famiglia a
famiglia. Da
un punto di vista generale tutti i nostri piatti hanno, comunque, un fatto che
li accomuna: la loro origine contadina, vale a dire gli stretti legami con i
prodotti della terra che ogni zona aveva a disposizione. Quindi,
non potendo parlare di cucina nazionale in senso generale, possiamo dividere il
nostro patrimonio gastronomico in regioni accomunate tra loro per cultura,
economia e soprattutto clima. Ecco
quindi per tutte le regioni dell’arco Alpino l’affermarsi di ricette a base
di polenta con l’aggiunta di formaggi o salumi. Sono invece comuni delle zone
subalpine e collinari le carni arrostite e i bolliti, cioè tutti piatti a base
di carne che si ritrovano anche nelle regioni della pianura Padana. Invece,
nelle zone in cui è tipica la coltivazione
del riso, come il Piemonte, sono
moltissime le ricette di risotti o minestre di riso, quasi sempre molto semplici
ma ricche di fantasia. A base di pesce sono i piatti tipici delle zone costiere
ed è semplice capirne il motivo essendo quello l’alimento principale a
disposizione di tutti; infatti, nei tempi passati, quando i trasporti, le
comunicazioni e i commerci erano limitati dai mezzi di cui il cavallo o
l’asino erano l’unica forza motrice, ogni famiglia usava ciò che aveva a
disposizione nella zona in cui viveva. Ecco spiegata la ragione dell’uso
dell’olio d’oliva nel meridione della penisola, cioè in tutte le regioni in
cui questa bellissima e preziosa pianta (l’olivo) veniva coltivata con facilità
grazie alle favorevoli condizioni climatiche. Qui il condimento per salse,
secondi piatti o addirittura dolci è uno solo: l’olio, preferibilmente
extravergine, purissimo. Nelle
regioni settentrionali, invece, il condimento più comune era il burro o lo
strutto, usato anche per friggere, e questo avveniva sia perché era impossibile
la coltivazione dell’olivo, sia perché a causa del clima più freddo le
persone avevano bisogno di una dieta più ricca in calorie e i grassi del burro
ben sopperivano a questa necessità. Un
discorso a parte merita il vino, bevanda antica e vero principe della tavola. Le
varietà dei vitigni sono tantissime e i vini che da essi si ricavano sono
moltissimi e variano da regione a regione. Bianchi, rossi, rosati e da dolci
essi accompagnano ogni pietanza rispettando un’unica regola fondamentale e
indiscutibile: i vini bianchi e i rosati vanno serviti freschi con antipasti,
minestre leggere e tutti i piatti a base di pesce; i vini rossi e corposi sono,
invece, preferibili con gli arrosti, i bolliti, gli sformati di pasta, in una
parola con tutti i piatti a base di carne. Esistono poi vini più dolci,
fruttati, che servono ad accompagnare i dolci che chiudono il pasto. Vediamo
adesso alcune ricette tipiche delle varie regioni italiane, in particolare vi
propongo un primo piatto settentrionale della tradizione gastronomica del
Veneto, un secondo piatto della Toscana, regione dell’Italia centrale e per
finire dei dolcetti meridionali che ci arrivano dalla Calabria. Buon
appetito! PASTA
CON I PISELLI (VENETO) Ingredienti per 4 persone:
Tritare la cipolla e metterla in un tegame con una manciata di prezzemolo tritato, la pancetta battuta, i piselli sgusciati e lavati e due mestoli di brodo. Mettere sul fuoco e far cuocere mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo mettere a scaldare una pentola con abbondante acqua salata e quando inizia a bollire versarvi i maccheroncini e far cuocere. Quando la pasta è cotta, scolarla e sistemarla in un recipiente con qualche fiocchetto di burro. Salare e pepare i piselli, lasciarli ancora per qualche minuto sul fuoco, quindi versarli sulla pasta. Spolverizzare con il parmigiano grattugiato e servire ben caldo I piselli nella
lingua dialettale veneta vengono chiamati bisi
e sono molto usati per la preparazione di molti piatti tipici. Famosissimo
un risotto detto, appunto, riso e bisi e
anche un piatto a base di pasta le
paparelle e bisi ricetta caratteristica di Verona che viene cucinata nel
giorno di San Zeno patrono della città. Le paparelle
chiamate ‘pappardelle’ in altre regioni, sono delle fettuccine di pasta
all’uovo larghe circa 2 cm. ARISTA
(TOSCANA) Ingredienti per 4 persone:
Preparare un
trito con il rosmarino e gli spicchi di
aglio, aggiungere abbondante sale e un pizzico di pepe. Con questo composto
strofinare la carne cercando di far penetrare il condimento nelle piccole
incisioni praticate in precedenza. Cuocere in forno a 180° gradi per circa due
ore, bagnando di tanto in tanto la carne con il suo fondo di cottura, Può
essere servita con contorno di patate al forno o di insalata. La leggenda
racconta che questo piatto derivi il suo nome da un patriarca bizantino che
partecipava al Concilio di Firenze del 1430 e che assaggiando la carne esclamò
:”Ariostos!” che in greco significa ottimo. Altre fonti, meno
fantasiose, fanno derivare questo nome dall’omonima voce latina, che sta ad
indicare ciò che sta in alto, cioè la parte dell’animale usata per questa
ricetta. MOSTACCIOLI
(CALABRIA) Ingredienti:
Impastare insieme
la farina, il miele ed un bicchierino di liquore all’anice. Lavorare la pasta
fino ad ottenere una pasta liscia e soda. Stendere in una sfoglia abbastanza
spessa e ricavare dei dolcetti di forme diverse come pesci, fiori, lettere
dell’alfabeto ecc. Mettere i mostaccioli sulla placca del forno imburrata e
cuocere a 150° gradi finché non sono ben dorati. Servire quando sono freddi. Questi dolcetti
di origine araba vengono venduti nelle sagre paesane, famosi quelli di Seminara
e Soriano.
ALESSANDRA STEFANI |