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IL VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO: APPROVATA LA LEGGE
(Novembre 2000)
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Se il tentativo di riformare il sistema elettorale sembra definitivamente fallito per il mancato accordo tra maggioranza e opposizione, almeno una notizia positiva in vista delle elezioni politiche della prossima primavera è arrivata. Lo scorso 18 ottobre è stata, infatti, definitivamente approvata alla Camera la legge costituzionale sul voto degli italiani residenti all’estero. Il testo, che modifica gli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione relativi ai rapporti politici, è passato a larga maggioranza (406 voti a favore) con la sola opposizione di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e degli Autonomisti per l’Europa. Una volta tanto si può dunque parlare di un accordo quasi generale, che va oltre le tradizionali contrapposizioni politiche, su un problema così importante la cui soluzione si trascinava ormai da anni. Secondo l’anagrafe consolare gli italiani attualmente residenti in altri Paesi sono 3.901.597. Di questi 2.178.593 sono residenti in Europa (soprattutto in Germania, Svizzera e Francia), 309.889 nell’America del Nord, 15.119 in America Centrale, 1.120.000 in America del Sud, 66.470 in Africa, 25.524 in Asia e 153.045 in Oceania. Attraverso la costituzione di un’apposita Circoscrizione Estero, tutti questi italiani potranno eleggere 18 parlamentari (dodici deputati e sei senatori) senza cambiare il numero dei seggi disponibili per la Camera e per il Senato. I criteri per le candidature e le modalità di espressione del voto saranno fissati con una legge elettorale ordinaria per la cui approvazione si preannunciano tempi brevi. I commenti dei politici? Per il promotore della legge, il deputato di Alleanza Nazionale Mirko Tremaglia con l’approvazione della legge "finisce la discriminazione dei diritti" (La Repubblica, 19 ottobre 2000); Walter Veltroni, segretario dei Democratici di Sinistra, afferma che "questo è uno di quei casi in cui il Paese ha riconosciuto un diritto sacrosanto ai suoi figli che vivono più lontano" (La Repubblica, 19 ottobre 2000). Più prudente il commento di Luciano Dussin, parlamentare della Lega Nord che al momento del voto ha scelto l’astensione, secondo il quale " un gruppo parlamentare considerevole condizionerà non poco la vita politica del Paese" (La Repubblica, 19 ottobre 2000). Per quali partiti voteranno gli italiani che risiedono all’estero? Preferiranno dare il loro voto al centro-sinistra e al suo leader Francesco Rutelli o sceglieranno Silvio Berlusconi, candidato premier dell’opposizione di centro-destra? Chissà se nei prossimi mesi giungerà loro qualche eco della campagna elettorale dura e senza esclusione di colpi che già sta dominando la vita politica del nostro Paese.
ANTONIO |