I longobardi
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I LONGOBARDI

 

Le prime tracce del popolo longobardo risalgono ai primi secoli d.C. lungo il fiume Elba (Germania settentrionale); molto lentamente, questa tribù germanica si muove verso sud, risalendo il fiume, e poi si sposta sulla riva sinistra del Danubio in una regione allora chiamata Pannonia (oggi Ungheria) nel V-VI secolo d.C.

Nel 568, il re Alboino guida il popolo longobardo in Italia; i primi territori occupati sono il Friuli e tutta l’Italia settentrionale, ma i Longobardi non hanno un potere centralizzato e alcuni duchi prendono l’iniziativa, scendono lungo la costa adriatica fino a Pescara e da lì conquistano le terre circostanti formando i Ducati di Spoleto (in Umbria) e di Benevento (in Campania). Questi due piccoli regni hanno vita autonoma e più lunga rispetto al regno longobardo dell’Italia del nord, che si amplia nel VII sec. fino a includere la Toscana e la Liguria: qui i "barbari" si organizzano in un vero e proprio stato, con capitale a Pavia, amalgamandosi pian piano con la sottostante cultura romana.

Una data importante nella storia longobarda è il 600: in questo anno il re Agilulfo, su consiglio della moglie Teodolinda e del papa Gregorio Magno, decide di abbandonare l’arianesimo e di convertirsi al cristianesimo; questo è l’inizio di un profondo processo di romanizzazione della civiltà longobarda: si costruiscono nuovi monasteri (nel 613 il monaco irlandese S. Colombano fonda quello famoso di Bobbio), il regno longobardo ha finalmente un codice di leggi scritte con il re Rotari (Editto di Rotari, 643), nel 671 infine si conclude la cristianizzazione e i Longobardi diventano sostenitori del papa contro l’imperatore di Bisanzio.

Il regno longobardo conosce il momento di massima espansione politica, artistica e spirituale con il re Liutprando (712-744); tuttavia, dopo la sua morte, comincia un periodo di crisi politica e, nel 774, l’ultimo re longobardo Desiderio viene sconfitto dall’esercito franco di Carlo Magno, chiamato in Italia dal papa. Il Ducato di Benevento invece vivrà fino al IX-X sec.

L’epoca del dominio longobardo in Italia, durata per ben 200 anni, ha lasciato tracce indelebili nella storia della penisola, perché ha contribuito alla divisione del territorio italiano tra Nord e Sud, una divisione superata politicamente solo nel 1861.

Per concludere, due curiosità: forse non tutti sanno che lo scrittore italiano Alessandro Manzoni (1785-1873), famoso per il romanzo "I Promessi Sposi", scrisse anche una tragedia ("Adelchi") ambientata proprio nel periodo della fine del regno longobardo (Adelchi era figlio del re Desiderio), in uno scenario metà storico e metà romantico. E, la lingua dei Longobardi (una lingua germanica, cugina lontana dell’inglese e del tedesco moderni), prima di morire, ha lasciato alcune parole nei dialetti e nella lingua italiana. Come molti altri prestiti germanici, questi termini sono legati alla vita quotidiana, ecco qualche esempio: zazzera, scaffale, sala, fazzoletto, federa, brodo, zeppo (= pieno), oltre ad alcuni nomi di città e di luoghi (Gualdo, Sondrio, etc…).

 

FIORA