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MAMMA RAI COMPIE CINQUANT’ANNI

 

 

Eh sì, la nostra cara vecchia tv raggiunge quest’anno il traguardo del mezzo secolo di vita. Dal 3 gennaio del 1954 questa scatola magica ci tiene compagnia, ci emoziona, ci tiene incollati al video, ci informa, ci esaspera, ci sciocca.

Le trasmissioni ufficiali cominciano il 3 gennaio del ’54 e da allora tanti personaggi si sono succeduti sul piccolo schermo. Come dimenticare il leggendario Lascia o raddoppia? condotto da Mike Bongiorno, i primi sceneggiati, che vedono alternarsi personaggi del calibro di Massimo Girotti, Anna Maria Ferrero, Alberto Lupo, Rina Morelli, Paolo Stoppa, tanto per fare qualche nome.

E che dire poi delle indimenticabili gambe delle Kessler e delle toccanti interpretazioni di Mina a Canzonissima, o delle divertenti scenette di Carosello...

Sono immagini ormai che fanno parte di noi, della nostra storia e, anche se da allora è passata tanta acqua sotto i ponti, riguardando quelle immagini ci sorprendiamo di quanto siano attuali e di quanta professionalità ci sia dietro a ciascuno dei personaggi di quegli anni.

Certo le cose sono cambiate, ci sono state tante piccole e grandi rivoluzioni, e tanto si critica, forse a ragione, il modo di fare televisione oggi.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 1951, anno in cui più del 60% della popolazione italica parlava solo in dialetto. Erano gli anni della ricostruzione, e tanta gente non poteva permettersi di andare a scuola; tutti, anche i più piccoli, dovevano contribuire a  far sbarcare il lunario.

Per fortuna c’era la televisione ad allietare le serate dei nostri nonni e genitori. Da elettrodomestico d’élite, pian piano la tv si diffonde in tutte le case e diventa un potentissimo strumento di divulgazione culturale e linguistica, che da un lato contribuisce in maniera sostanziale alla diffusione della lingua italiana, dall’altro ne determina una semplificazione se non addirittura un imbarbarimento. Basta seguire con attenzione un telegiornale o un talk show per rendersi conto di questo impoverimento. Lo scarso ricorso al congiuntivo a favore dell’indicativo, l’eccessivo uso di stilemi (il popolare attimino, tanto per fare un esempio), la scarsa ricchezza lessicale sono tutti fenomeni che testimoniano questa tendenza in atto.

Nonostante tutto questo, non dobbiamo dimenticare l’importanza della televisione nel processo di unificazione linguistica e, sperando in tempi migliori anche per la nostra cara, vcchia, a volte noiosa scatola magica, vi auguro buona visione....

 

Enzo