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GLI ITALIANI: COME PASSANO LE VACANZE DI NATALE ?


Il Natale si avvicina e il rito si ripete. Un rito fatto di tante piccole tradizioni che ogni famiglia italiana conosce e rispetta. Nei giorni che precedono la tanto attesa Vigilia (24 dicembre) immancabili sono la preparazione del Presepe (la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino in una capanna) e l’addobbo dell’abete (di plastica nella maggior parte dei casi, ma qualche volta anche vero !). Sono i bambini della famiglia che di solito si divertono a riempirlo con angioletti, palline, luci colorate e nastri dorati.

Nel frattempo mamma e papà si lasciano prendere dalla frenesia degli acquisti e corrono alla ricerca del regalo più originale e di tutto il necessario per la grande cena del 24 dicembre, che ovviamente vedrà riunita tutta la famiglia. Che cosa troveranno i parenti sulla tavola natalizia ? Ecco i piatti che non possono assolutamente mancare per la cena della Vigilia:

 

ANTIPASTI: insalata di mare

PRIMI: tortellini in brodo di cappone

SECONDI: arrosto misto di carne, capitone in umido, baccalà fritto

CONTORNI: verdure fritte

DOLCI: panettone, pandoro, torrone

SPUMANTE ... rigorosamente italian

 

Dopo aver finito la cena più abbondante dell’anno, tutta la famiglia si prepara per andare ad assistere alla Messa di Mezzanotte: un momento per tutti di raccoglimento spirituale, ma anche l’occasione per incontrare amici e conoscenti e scambiarsi gli auguri con una gioiosa stretta di mano e un bacio sulla guancia.

Durante la notte, quando i bambini si sono finalmente addormentati, ecco che arriva Babbo Natale con il suo sacco pieno di regali che andranno messi sotto l’albero e aperti il mattino seguente.

La giornata del 25 dicembre si trascorre allegramente in famiglia: tutti, giovani e meno giovani, si ritrovano intorno al tavolo del salotto e iniziano i giochi ! Fra i più amati c’è la Tombola (una specie di lotto casalingo), seguito dai giochi con le carte "Sette e mezzo", "Tresette" e "Mercante in fiera" (se volete sapere come si gioca, scriveteci !!!). Dopo il 25 dicembre c’è un periodo di tregua interrotto solo dalla caccia al vestito giusto da indossare la sera dell’Ultimo dell’Anno: assolutamente elegante !

Il 31 si ricomincia a lavorare in cucina per preparare il Cenone. Questa volta il menù (scaramantico) prevede rigorosamente lenticchie e uva, perché nell’anno nuovo porteranno soldi e fortuna; e di solito non manca neanche il cotechino. La cena è lunghissima: comincia verso le 20.30-21.00 e deve finire con l’apertura delle bottiglie di spumante a mezzanotte in punto ! Anche la notte è lunga: si ripetono i giochi oppure si va a ballare oppure si esce per le strade dove la gente si riversa per vedere i fuochi di artificio che accompagnano la festa. In alcune città si lanciano cose vecchie dalle finestre per dire addio al vecchio anno e accogliere quello nuovo; dove c’è la neve si può assistere a suggestive fiaccolate nel bianco notturno. E, importantissimo: indossate delle mutandine rosse, vi porteranno fortuna per tutto il nuovo anno ! Un altro consiglio: baciatevi sotto il vischio, anche questo è di buon augurio, soprattutto in amore.

Se fosse vero il detto "quello che fai il primo dell’anno, lo fai tutto l’anno", gli italiani dormirebbero per 12 mesi, perché il primo gennaio tutti dormono fino a tardi per riprendersi dai festeggiamenti della notte passata.

Si arriva così alla Epifania (6 gennaio) "che tutte le feste le porta via", dai bambini meglio conosciuta come la "Befana": la Befana assomiglia a una brutta strega, è una vecchia che porta, dentro una calza, caramelle e cioccolatini ai bambini buoni e carbone ai bambini cattivi; è un personaggio che fa paura a volte ai più piccoli, non è bonario come Babbo Natale! Una filastrocca italiana racconta:

 

"La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte,

il vestito alla romana,

ecco arriva la Befana !"

 

Nella festa della Befana-Epifania (come in quella del Natale) si incontrano tradizioni religiose e tradizioni pagane antiche.

Ed eccoci alla fine del nostro racconto: dobbiamo dire però che in ogni regione d’Italia, in ogni paesino, ci sono riti tradizionali particolari. Il bello dell’Italia è anche questo: nello stivale si nascondono mille storie diverse e affascinanti.

 

ANTONIO e FIORA