Ciaccino con l'uva
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IL CIACCINO DI ZIA LELLA

 

 

Questa è la versione più casalinga e genuina del famoso "Pan co’ santi", un dolce tipico con uvetta e noci, che si trova e si mangia solo nel periodo che precede e segue la festa di Ognissanti (che cade il 1° novembre). Provatelo con un buon vinsanto dolce !!!

 

 

Ingredienti:

 

100 gr. di noci sgusciate
80 gr. di uvetta sultanina
1 pizzico di semi di anice
1 pizzico di pepe
1 pizzico di sale
100 gr. di zucchero
100 gr. di strutto
1 cucchiaio di olio
2 quadretti di lievito (circa 50 gr.)
farina quanto basta

 

 

Preparazione:

 

Sciogliere un quadretto di lievito (25 gr. circa) in un bicchiere di acqua tiepida, aggiungere la farina, tanta da avere un panetto compatto e morbido; lasciar lievitare per circa due ore.

Nel frattempo preparare un po’ di acqua di anici: mettere i semi di anice in un bicchiere di acqua tiepida e lasciar riposare un po’, poi filtrare.

Passate le due ore, rimescolare il panetto lievitato con l’acqua di anici, aggiungere l’altro quadretto di lievito sciolto in poca acqua e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti: le noci (se preferite, potete tritarle o farle a pezzetti), l’uvetta, poco sale e pepe, lo zucchero, lo strutto (sciolto ma non caldo), l’olio e tanta farina quanto basta per rendere il composto omogeneo, morbido e compatto. Il tutto deve lievitare per altre due ore. Intanto, riscaldare il forno a 220° e ungere una teglia con un po’ di margarina o di olio. Dopo che ha lievitato, stendere il composto nella teglia e infornare; togliere dal forno quando è dorato !!! Se volete, potete cospargere il ciaccino ancora caldo con un po’ di zucchero.

 

 

 

CURIOSITA’: La parola "ciaccino" è un toscanismo e indica una focaccia bassa, schiacciata, di solito salata (praticamente è come una pizza senza pomodoro e mozzarella), ma in qualche caso anche dolce (per es., il nostro ciaccino con l’uva).

Nella ricetta avete trovato, fra gli ingredienti, lo "strutto": questo altro non è che il grasso del maiale. Nella tradizione contadina, lo strutto era (insieme all’olio extra-vergine di oliva) un condimento molto usato, perché facilmente reperibile ed economico (si ottiene facendo sciogliere i tessuti grassi del maiale), al contrario del burro.

Un’ultima piccola curiosità: l’arte di "rimettere il lievito", cioè di far lievitare la pasta due volte (a volte prolungando la prima lievitazione per un’intera nottata) è un segreto gelosamente custodito dalle nonne per far venire dei dolci molto molto soffici !!!

FIORA