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ANCHE IN ITALIA LA PAVENTATA
PATENTE A PUNTI
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Dopo tanti
minacciosi annunci e altrettanti rassicuranti rinvii è finalmente
arrivata la patente a punti. Lo spauracchio degli automobilisti italiani,
soprattutto di quelli indisciplinati. Quelli che, per un senso di libertà
(di morire?), non allacciano le cinture di sicurezza. Quelli per cui il
mondo finisce domani e non danno mai la precedenza, non si fermano nemmeno
al rosso del semaforo. Anzi, spesso accelerano. Quelli che non conoscono
limiti e sfrecciano a 150 km all’ora sia sull’autostrada del Brennero,
sia a Piazza San Pietro, nel pieno centro di Roma. La nuova legge è
entrata in vigore a fine giugno e prevede 51 regole, da dove mettere il
cane in auto al rispetto dei limiti di velocità. Ogni volta chi si viola
una regola si ricevono delle penalità che, a seconda della gravità,
vanno da 1 a 10 punti. Chi accumula 20 punti di penalità sconterà, come
succede nel calcio, una squalifica, si beccherà il ritiro della patente
per una settimana e dovrà andare a piedi. Si spera che una lunga
passeggiata possa educare gli automobilisti indisciplinati
a rispettare le leggi contribuendo a ridurre il numero di incidenti
stradali. E non mancano i record. In Liguria un giovane di 21 anni
sfrecciava, nel mezzo di un piccolo paese, alla velocità di oltre 140
chilometri (limite: 40 km!!!) ignorando incroci e precedenze. La polizia
lo ha fermato, gli ha attribuito una penalità di 20 punti e subito
ritirato la patente. Altri casi come questi sono accaduti nel paese. E
sono partite le proteste. Come quella della giovane donna di Napoli che,
guidando senza cintura di sicurezza, ha subito una penalità di 5 punti.
La “pasionaria” non si è arresa e farà ricorso legale. Il motivo?
Essendo incinta non può indossare nessuna cintura, dice lei. Poi c’è
chi parla di legge troppo severa, chi dice che forse bisogna portare il
limite a 30 – 40 punti. Ci sono persino dei politici che, in cerca di
popolarità, hanno proposto di annullare le penalità già inflitte agli
automobilisti indisciplinati. In fondo, la patente a punti spaventa perché
c’è la certezza della punizione. Un fatto assolutamente nuovo per gli
italiani abituati a vivere in un Bel Paese dove l’unica certezza è il
permanente senso del provvisorio.
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Pino Mencaroni |
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