DI QUELLA PIRA
(Atto III, quadro II)
La scena si svolge in una sala del castello di Castellor. Leonora e Manrico stanno per celebrare il loro matrimonio e si promettono eterno amore (L’onda de’ suoni mistici). Ruiz entra nella sala annunciando che Azucena è stata catturata e che il Conte di Luna l’ha condannata al rogo. Dopo aver detto a Leonora che lui è il figlio di Azucena, Manrico chiama i suoi soldati per andare a liberare la madre. Abbiamo scelto di presentare solo la prima strofa secondo la normale versione dell’opera.
Libretto Di quella pira l’orrendo
foco
tutte le fibre m’arse,avvampò!... |
Versione L’orribile fuoco di quel rogo mi |
Questa cabaletta è una delle pagine più famose e popolari scritte da Verdi per un tenore. Il famoso problema del do di petto che termina la cabaletta richiederebbe una lunga analisi. Siamo sicuri che Verdi non l’aveva previsto nella partitura originale ma, dopo la sua introduzione, è stato sempre ripetuto.
Riflessioni linguistiche
foco
m’arse
avvampò
col: con il significato di "con il". Questa forma è ancora usata,
anche se sempre di meno.
Era già figlio prima d’amarti: da notare era (3ª persona singolare dell’Imperfetto di essere) al posto di ero (1ª persona singolare dell’Imperfetto di essere). Il verso ha un significato oscuro e difficile da spiegare. Manrico vuole riaffermare di essere figlio di Azucena e comunque di amarla fino al sacrificio.
teco: con il significato di "con te".
Commento per gli esperti
Scrive il Budden: "Qui Manrico consegue la peripeteia aristotelica dell’azione passando dal mondo di Leonora a quello di Azucena, dal Re bemolle al Do maggiore, dal lungo volo lirico allo stile di melodia articolata in ripetizioni di una breve cellula ritmica". (da J. Budden, Le Opere di Verdi, vol. 2° dal Trovatore a La forza del destino, EDT/Musica)
Tema della cabaletta è l’amore figlio-madre (ricordiamoci che nell’opera precedente - Rigoletto - Verdi aveva indagato il rapporto figlia-padre). Altro tema è quello della ribellione ad un invasore prepotente e crudele. Siamo nel 1852 epoca di grande fermenti contro l’impero austro-ungarico. In questo senso si può ipotizzare che questi versi invitassero gli italiani ad unirsi contro l’esercito austriaco. Su questo ultimo elemento Visconti in un suo film (Senso, 1954) mostra l’ipotetica reazione del pubblico italiano alla cabaletta.
LUCA BONOMI