|
Pura si come ... |
PURA SI COME UN ANGELO (Atto II – Scena V)
Alfredo
è partito per Parigi per cercare un rimedio alla difficile situazione economica
in cui lui e Violetta si trovano. Violetta, rimasta sola nella casa di campagna
dove ormai da tempo i due vivono, riceve l’inaspettata visita del padre del
giovane, Giorgio Germont.
Riflessioni
linguistiche Die’: diede. Forma arcaica del passato remoto, terza
persona singolare, del verbo “dare”. Riedere: ritornare. Il verbo “Riedere” è di uso solo
letterario. Esso deriva dal latino “redire”, dove il prefisso “red-”
indica il movimento all’indietro. Cui: pronome relativo invariabile usato con le
preposizioni e senza articolo (in cui, su cui, con cui etc.) (ad esempio: "questo è
l’appartamento, in cui abito" o " gli amici, con cui sono uscito
ieri, sono molto simpatici"). Esso equivale al pronome relativo “quale”
preceduto dalla preposizione + articolo. Quando “cui” compare da solo è
implicita nel significato la presenza della preposizione “a” (cui = a cui) (ad
esempio: "lo spettacolo, cui ho assistito, era molto divertente"). Quando “cui”
compare con la preposizione “in”, può essere sostituito con l’avverbio
“dove” (in cui = dove). Si ricusa: rifiuta. Usato nel linguaggio letterario il verbo
“ricusare” significa “ rifiutare, “non accettare”. Nel linguaggio
giuridico assume il significato specifico di “non accettare”, riferito ad un
giudice, o anche ad un teste, sostenendo l’esistenza di motivi che impediscono
il corretto svolgimento di un processo. Dovea: doveva. Forma arcaica dell’imperfetto indicativo
del verbo “dovere”. Rendea: rendeva. Forma arcaica dell’imperfetto indicativo
del verbo “rendere”. Triboli: sofferenze. La parola, in uso nel linguaggio
letterario, deriva dal latino “tribulare”. Questo termine significava
in origine “schiacciare con il tribolo” con riferimento in particolare al
grano (il “tribolum” era, infatti, lo strumento usato per schiacciare
il grano). In età cristiana esso ha assunto il significato di “tormentare,
affliggere”, che è poi rimasto nella lingua italiana. Commento per gli esperti La scena V è incentrata sul lungo duetto tra Germont
e Violetta, e costituisce il cuore drammatico di tutta l’opera, dove, ancora
una volta, la dialettica tra le emozioni dei due personaggi viene espressa
musicalmente in maniera magistrale. Nel recitativo iniziale Germont mostra nei confronti
di Violetta una fredda ostilità, che Verdi esprime “nella forma di uno
stridulo tritono tra la voce e l’orchestra” (Budden). Agli occhi
dell’anziano genitore la donna non è altro che una prostituta responsabile di
portare suo figlio alla rovina. L’orgoglio e la dignità, con le quali
Violetta reagisce, lo colgono però di sorpresa: lei è donna, in casa sua e lui
non può permettersi un simile atteggiamento. Violetta mostra a Germont i
documenti che provano come, pur di continuare a vivere con Alfredo, lei non
abbia esitato a vendere tutti i suoi beni. L’atteggiamento di Germont diventa
allora più pacato e l’ostilità lascia il posto ad una pietà, che porta la
musica ad addolcirsi in un verso legato (“Ah, il passato perché, perché
v’accusa?”). Violetta risponde con una frase ascendente, che contrasta
con il verso precedente: lei ama Alfredo e il suo pentimento cancellerà tutti i
peccati del passato (“Più non esiste … or amo Alfredo, e Dio lo cancellò
col pentimento mio”). Ma, subito dopo, l’accenno di Germont alla
necessità di un sacrificio (“Un sacrificio chieggo”), infondono in
lei un profondo timore, sottolineato dal tremolo degli archi. Con l’aria “Pura
si come un angelo”
Germont motiva la sua richiesta a Violetta di lasciare per sempre Alfredo. Il
matrimonio della figlia rischia di essere compromesso dall’unione immorale tra
i due e questo non può essere accettato da quella mentalità borghese, di cui
Germont è incarnazione. Sua figlia è pura, vergine, e dunque ha diritto a
vedere il suo sogno d’amore coronato da un’unione matrimoniale. Violetta
invece no. Lei è e rimarrà sempre, agli occhi della società che la circonda,
una prostituta, senza nessuna possibilità di riscatto.
ANTONIO
|