LA SELVA OSCURA
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"Nel mezzo del cammin di
nostra vita |
A metà del cammino della vita umana (= a 35 anni), all’improvviso mi trovai in un bosco buio, perché avevo perso la giusta via. E’ difficile raccontare come era, questo bosco selvaggio, pieno di sterpi e difficile da attraversare, tanto che solo a pensarci, ho di nuovo paura! E’ così amara che la morte è poco più; ma per raccontare il bene che vi ho trovato, descriverò le altre cose che vi ho visto. |
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Così comincia la Divina Commedia: questi versi appartengono infatti al Canto I dell’Inferno e raccontano l’antefatto che porterà Dante ad attraversare i tre regni dell’oltretomba. Il Canto è un’introduzione all’intera opera e descrive in modo allegorico, simbolico, l’inizio dell’avventura di Dante. E’ notte, e il poeta, come in un brutto sogno, si trova smarrito in una selva, simbolo del peccato e della corruzione che avvolgono gli uomini. Dante ha circa 35 anni (a quel tempo, infatti, si pensava che la vita media di un uomo fosse di 70 anni) e ha lasciato la retta via, cioè la via del bene, quella indicata da Dio: si è perso nel peccato. Ma è anche la notte del Venerdì Santo (8 aprile 1300), il giorno della morte di Cristo e della speranza della resurrezione, quindi una buona stella guida il cammino di Dante. In questa situazione, il poeta diventa simbolo dell’intera umanità. Ha paura e nel ricordare quell’esperienza, la paura si rinnova; tuttavia lo smarrimento nella selva è l’inizio della purificazione, e quindi di un cammino verso il bene. Nella selva, infatti, Dante incontrerà Virgilio (simbolo della ragione umana) che lo guiderà, secondo un progetto divino, attraverso l’Inferno (e quindi la conoscenza del peccato) e il Purgatorio (la purificazione dal peccato), per prepararlo poi alla beatificazione del Paradiso.
FIORA
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