STRIDE LA VAMPA
(Atto II, quadro I)
La scena è ambientata sulle montagne della Biscaglia dove degli zingari hanno il loro campo. Sta nascendo il giorno e tutti si preparano a partire per il vicino villaggio. Azucena siede vicino al fuoco e lo guarda. Interrompe il canto degli altri con una frase "Mi vendica". Manrico, rimasto solo con la madre, le chiede spiegazioni di quella frase che Azucena ripete ossessivamente. Azucena racconta quello che è successo tanti anni prima. La madre di Azucena è stata accusata dal vecchio Conte di Luna di essere una strega e per questo è stata bruciata. Alla morte di sua madre, Azucena con il suo bambino in braccio e sconvolta, ha rapito il figlio del Conte di Luna e l’ha gettato sul fuoco per vendicare la morte della madre. Ma il terribile dubbio di Azucena è questo: ha ucciso il figlio del Conte di Luna o suo figlio?
Libretto |
Versione |
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Azucena |
Azucena |
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Stride
la vampa! - la folla indomita |
La fiamma stride! La folla contenta e disordinata |
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.... |
.... |
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Condotta ell’era in ceppi al suo destin
tremendo! |
Lei era portata legata verso la morte! |
Manrico La vendicasti? |
Manrico L’hai vendicata? |
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Azucena Il figlio giunsi a rapir del Conte: |
Azucena Ho rapito il figlio del Conte:L’ho trascinato qui con me... le fiamme ardevano già pronte |
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Manrico Le fiamme!... oh ciel!... tu forse?.... |
Manrico
Le fiamme! ... oh cielo! ... tu forse? ... |
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Azucena Ei distruggeasi in pianto... |
Azucena Il bambino piangeva... |
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Manrico
Ah! Che dici?
Azucena Mio figlio avea bruciato! |
Manrico
Ah! Che dici?
Azucena Avevo bruciato mio figlio |
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Manrico Che dici! Quale orrore! |
Manrico
Che dici! Quale orrore! |
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Azucena Sul capo mio le chiome sento rizzarsi ancor! |
Azucena Sento ancora i cappelli rizzarsi intesta! |
Azucena rappresenta il primo ruolo di grande importanza scritto da Verdi per un mezzo-soprano. La frase musicale di Stride la vampa ci presenta il personaggio e il racconto di quanto è avvenuto (condotta ell’era in ceppi) è considerata la più ampia e complessa delle arie di narrazione dopo il sogno di Francesco de I Masnadieri.
Riflessioni linguistiche
Stride: l’uso del presente per raccontare un fatto avvenuto nel passato è ancora molto popolare. Serve, di solito, per rendere più viva la narrazione.
Foco: molto usato per fuoco.
ciel: molto usato per cielo.
levasi: per "si leva". Molto spesso nei libretti i pronomi, riflessivi, si legano alla fine della forma verbale.
il: con il significato di "lo", 3ª persona singolare maschile del pronome diretto.
ell’ (ella): 3ª persona singolare femminile del pronome soggetto. È molto meno usato di egli (cfr.) ed è normalmente sostituito da "lei". Viene ancora usato nel parlato in ambienti dov’è richiesta una lingua molto ufficiale (rivolgendosi al Presidente della Repubblica, si dice: "Ella, Signor Presidente, voglia gradire in più deferenti omaggi"). A volte è ancora usato nella lingua scritta sempre in un contesto ufficiale e burocratico.
Seguia: seguivo. Nei libretti la prima persona singolare dell’Imperfetto usa spesso la terminazione della terza personal singolare.
ché: perché.
esclamò: passato remoto del verbo "esclamare".
un’eco eterna: da notare che in italiano la parola "eco" è femminile.
Vendicasti: passato remoto del verbo "vendicare".
giunsi: passato remoto irregolare del verbo "giungere".
meco: con me. Questa forma, di diretta derivazione latina, è molto usata nei libretti anche per la altre persone singolari (teco - con te, seco - con sé)
ardean: ardevano.
Ei: egli.
spirti: spiriti, in questo caso con il significato di sensi.
sol: molto usato per solo, solamente.
vegg’io: per veggo io. Questa forma è molto usata per "vedo".
avea: avevo/aveva.
ancor: ancora.
Commento per gli esperti
Azucena è un personaggio al limite della follia. Questo tema appassiona Verdi anche per i suggestivi riferimenti al teatro di Shakespeare, di cui era un grande appassionato. Insieme alle atmosfere notturne, il fuoco è l’altro grande protagonista del Trovatore.
Scrive il Budden: "Stride la vampa" ha una dimensione drammatica che le viene data dal Si che ritorna come un’idea fissa. Due volte esso compare come terza della tonalità di Sol maggiore, mentre in tutti gli altri casi è la dominante di Mi minore, e in quanto tale viene prolungato nella frase finale in un trillo di quattro battute mentre le armonie dell’accompagnamento sembrano torcersi e rivoltarsi in un tentativo di fuga". (da J. Budden, Le Opere di Verdi, vol. 2° dal Trovatore a La forza del destino, EDT/Musica).
LUCA BONOMI