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VISSI D'ARTE (Atto secondo)
Siamo a Palazzo Farnese. Tosca chiede quale sia il prezzo per la liberazione di Cavaradossi. Scarpia risponde che dalle belle donne preferisce farsi pagare con l'amore piuttosto che con il denaro ("Mi dicon venal, ma a donna bella non mi vendo a prezzo di moneta. Se la giurata fede devo tradir, ne voglio altra mercede"). Tosca è presa dal terrore. Vorrebbe chiedere la grazia alla regina, ma Scarpia le fa capire che prima o poi Cavaradossi sarà giustiziato e le indica il rullo dei tamburi che accompagna i condannati al patibolo. Tosca allora, disperata, chiede a Dio il perché di una prova così difficile da superare.
Riflessioni linguistiche Vissi (io): passato remoto del verbo "vivere". Feci (io): passato remoto del verbo "fare". Anima viva: questa espressione equivale al pronome indefinito "nessuno". Essa è usata oggi nel linguaggio colloquiale (ad esempio: "Ieri sera per strada non c'era anima viva"). Furtiva: questo aggettivo serve di solito per indicare qualcosa che si fa rapidamente e di nascosto, quasi come un furto. (ad esempio un gesto furtivo). Conobbi (io): passato remoto del verbo "conoscere". Aiutai (io): passato remoto del verbo "aiutare". Fe': fede. Tabernacoli: questa parola deriva dal latino Tabernaculum. Nel linguaggio militare romano indicava la tenda dove il comandante e i sacerdoti prendevano gli auspici. Nel culto cattolico il termine è passato ad indicare il tempietto dove si conservano immagini o reliquie dei santi, oppure l'edicola posta sopra o vicino all'altare dove si conserva l'ostia consacrata. Salì (lui): passato remoto del verbo "salire". Diedi (io): passato remoto del verbo "dare". Remuneri (tu): presente indicativo del verbo "remunerare". Questo verbo è un sinonimo di compensare. Nel linguaggio commerciale la parola remunerazione indica il profitto di un'attività economica.
ANTONIO
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