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VITERBO: ANTICA CITTA’ DEI PAPI
Il nome della città deriva dal latino Vetus Urbs, cioè città antica e, passeggiando per le vie del centro storico, il famoso quartiere di San Pellegrino, rimasto esattamente come era nel Medioevo, sembra proprio di camminare a ritroso nel tempo. Furono gli Etruschi (X - XI sec. a.C.) i primi ad
abitare in questa zona, come L’importanza del luogo aumentò con l’apertura della strada consolare Cassia, che ancora oggi rappresenta un’arteria importantissima per la viabilità cittadina e che congiunge Viterbo a Roma in direzione sud e a Siena in direzione nord. Tramontata la potenza dei Romani, durante i secoli che seguirono, il piccolo borgo subì il dominio di molti popoli barbari, tra cui quello dei Longobardi, il cui gusto architettonico ha lasciato tracce indelebili, come testimoniano ancora oggi la chiesa di San Sisto e il piccolo chiostro di Santa Maria Nuova. E’ intorno al XII secolo che i piccoli villaggi sorti accanto al borgo più importante, arroccato sul colle del Duomo, iniziarono a darsi una fisionomia cittadina, circondando il proprio territorio di una possente cinta muraria, ancora oggi perfettamente conservata. Raggiunta una certa identità, la città divenne sede vescovile nel 1192 e quindi assunse via via sempre più importanza all’interno dello Stato della Chiesa. Nel periodo storico che seguì, durante le contese tra i sostenitori del papato, i Guelfi, e i sostenitori dell’Imperatore, i Ghibellini, a causa della sua fedeltà alla Chiesa, Viterbo cadde, dopo un lungo assedio, sotto il dominio di Federico II e per liberarsi dovette combattere molto duramente. Fu il cardinale Raniero Capocci, aiutato dall’intrepida giovinetta Rosa, futura Santa e Patrona della città, ad armare un esercito e ad organizzare la rivolta contro il potente sovrano. Nella seconda metà del duecento Viterbo, che aveva mostrato con tanta tenacia la sua fedeltà alla Chiesa, diventa sede del primo Conclave, che avviene nello splendido palazzo costruito appositamente dal popolo e da alcune famiglie nobili della città. E’ qui che vengono nominati molti pontefici famosi come Gregorio X, Nicolò II e Martino IV. La vita tranquilla dei viterbesi cambiò all’arrivo delle truppe napoleoniche, quando alla struttura dello Stato Pontificio subentrò l’ordinamento repubblicano. Infatti sotto l’impero napoleonico la città perse molti dei suoi privilegi e venne declassata al modesto ruolo di capoluogo di circondario. L’ultima pagina della storia di Viterbo venne scritta durante la seconda guerra mondiale, quando divenne bersaglio di feroci bombardamenti che le costarono gravissime distruzioni e moltissime vite umane, tanto da essere riconosciuta nel 1959 "città mutilata di guerra". ALESSANDRA STEFANI
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